Impianti GPL su benzina – Minghetti & Guardigli

Impianti GPL su benzina

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Il GAS

La parola Gpl sta per Gas di Petrolio Liquefatti, è composto da propano e butano. Si puo’ ottenere dalla raffinazione del petrolio e dalla separazione del gas naturale dal petrolio. Il GPL è un mix di idrocarburi aventi un peso molecolare poco elevato con tre o quattro atomi di carbonio, cioè: propano, propilene, n-butano, isobutano, butano, in proporzioni variabili. I GPL sono gas facilmente liquefabili alla temperatura ambiente ad una debole pressione (4-18 atmosfere): questa particolarità permette un immagazzinaggio ed un trasporto più semplici che per i gas non condensabili come il metano, l’etano, l’etilene, che esigono pressioni molto elevate per liquefarsi alla temperatura ambiente. I GPL raffinati sono in generale quasi inodori ed estremamente infiammabili, per riconoscerli meglio o individuare eventuali fughe, si dà loro un odore particolare tramite sostanze adeguate (marcatori).

 

Funzionamento dell’impianto

Il circuito d’alimentazione di un motore che funziona a gas liquido si compone di:

  • Un Riduttore-vaporizzatore.
  • Un sensore di temperatura acqua, un filtro FL-One, un rail iniettore, ugelli, centralina, commutatore, vari cablaggi, serbatoio, multivalvola, sensore di livello, sensore di pressione e tubazioni.
  • Il prelievo si effettua tramite un condotto che si immerge in fondo al serbatoio, dove il gas si trova sempre allo stato liquido. La parte superiore contiene soltanto vapori che non permetterebbero al motore di funzionare agli alti regimi.
  • Il GPL attraversa un primo filtro quindi passa, sempre allo stato liquido, nella parte ad alta pressione del regolatore (regolatore primario) dove la pressione è riportata a valori che variano da 0,4 a 1,2 kg/cm2, contro 3 a 10 kg/cm2 nel serbatoio.
  • Passa in seguito nel vaporizzatore (generalmente incorporato al regolatore di pressione): si tratta di una serpentina immersa nell’acqua calda che proviene dal motore, nel quale il GPL si trasformerà in gas.
  • Questo gas entra in seguito nella parte a pressione bassa del regolatore (regolatore secondario), che riporta la pressione ad un valore leggermente inferiore alla pressione atmosferica.
  • La regolazione di questa depressione è fondamentale per realizzare un dosaggio corretto del combustibile nel carburatore.
  • Il regolatore sarà sensibile alle variazioni della pressione atmosferica ed alla temperatura che agisce in modo che la pressione finale sia sempre leggermente inferiore alla pressione atmosferica per evitare che il gas sfugga liberamente nell’atmosfera durante il funzionamento del motore.
  • Dal regolatore secondario, il combustibile passerà nel collettore di aspirazione tramite gli iniettori, in cui si effettuerà il miscuglio con l’aria ottenendo una ottimale carburazione.
  • Ogni impianto a GPL prevede l’installazione all’interno del cruscotto o della plancia comandi dell’autovettura, dell’indicatore del livello del serbatoio e del commutatore che permette di selezionare la tipologia di alimentazione (GPL o benzina).

 

Il rifornimento dell’auto

Il rifornimento di un autoveicolo a GPL si effettua agganciando l’apposita pistola al bocchettone di carica dell’automezzo (posizionato a seconda dei casi sul paraurti posteriore o nello sportellino di rifornimento benzina), diverso a seconda dei paesi europei. E’ bene, prima di mettersi in viaggio in un paese straniero, controllare se il bocchettone di carica in uso è adeguato: altrimenti sarà necessario dotarsi della prolunga di carica idonea.

 

La resa

I poteri calorifici dei due combustibili, GPL e Benzina, sono praticamente uguali, la diminuzione di potenza constatata con il GPL è dovuta ad un riempimento inferiore dei cilindri e ad una serie di fattori fisici relativi al fatto che il GPL arriva nei condotti di alimentazione del motore già allo stato gassoso.